Un volo di routine che si complica con le nubi: ecco che cosa potrebbe essere accaduto al PC-7 precipitato sulle Alpi bernesi

Svizzera
13.9.2017, 07:522017-09-13 07:52:55
@laRegione
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Un volo di routine che si complica con le nubi: ecco che cosa potrebbe essere accaduto al PC-7 precipitato sulle Alpi bernesi

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Il volo tra gli aerodromi militari di Payerne (Vaud) e Locarno è un trasferimento di routine che i piloti militari effettuano, con una certa frequenza, con velivoli di addestramento come i PC-7. Richiede, solitamente, poco più di una trentina di minuti. Il pilota deve presentare un piano di volo, indipendentemente dal fatto che si tratti di un volo Vfr (Visual Flight Rules, o “volo a vista”) o Ifr Instrumental Flight Rules (strumentale, cioè si vola per mezzo degli strumenti).

In condizioni di bel tempo, ci è stato riferito da un esperto d’aviazione delle Forze aeree, non presenta particolari difficoltà. Se, al contrario, le condizioni meteo non sono delle più favorevoli, il sorvolo delle Alpi richiede prudenza. In genere, in presenza di nubi o scarsa visibilità la quota di volo è stabilita attorno ai 4’500 metri di altitudine (o livello di volo 150), in modo da sorvolare gli ostacoli.

Quota però che potrebbe essere impossibile da raggiungere qualora la copertura nuvolosa fosse totale e si stia effettuando un volo a vista, come nel caso di ieri. Questo perché le regole Vfr impongono al pilota di non entrare nelle nubi e di mantenere una condizione di visibilità di almeno 1,5 chilometri. Se il cielo è coperto, chi si trova ai comandi è quindi costretto a rimanere sotto la coltre grigia delle nuvole e a trovare un’alternativa per proseguire il proprio viaggio. Ciò impone, nel caso dell’attraversamento delle Alpi, di sfruttare i passi alpini che si trovano al di sotto del livello delle nubi.

Il Pilatus PC-7 non dispone di un radar meteo (né di un seggiolino eiettabile), motivo per cui il pilota deve sempre preparare con attenzione la rotta da seguire prima di decollare. Ieri mattina sembra che le condizioni lungo la catena alpina non fossero delle migliori. È chiaro che le cime prevalentemente avvolte da nuvole visibili ieri sulle webcam installate nella regione bernese, dove è avvenuta la disgrazia, rendono difficile l’orientamento e la stima della distanza dagli ostacoli (montagne) per chi siede ai comandi. Anche se si tratta di piloti esperti, come nel caso specifico, tenere un’adeguata distanza/altezza di sicurezza non è quindi sempre evidente.