Quando c'era ancora l'analogico

laRegione 25 anni
13.9.2017, 10:182017-09-13 10:18:24
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Quando c'era ancora l'analogico

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È abbastanza certo che zero e uno esistessero già 25 anni fa. A quel tempo nessuno ci faceva troppo caso: in fondo 0 significava nulla e1 – a parte essere numero primo e dare inizio all’elenco delle cifre – non era poi tanto diverso da 2, 3 o 42. Mica si trattava di pi greco o della costante di Eulero, perbacco. Eppure, dimenticati nella loro banalità, zero e uno stavano tramando una rivoluzione coi fiocchi, sfruttando la complicità di ingegneri e matematici. Oppure erano gli ingegneri e i matematici a sfruttarli per una rivoluzione?

Poco importa, sta di fatto che zero e uno sono oggi i padroni incontrastati della nostra vita: li usiamo per ascoltare musica, per vedere la televisione, per scambiarci messaggi e per chiacchierare a distanza. Sono alla base del sistema digitale che col passare del tempo si è insinuato in profondità nelle nostre vite. Colpa – o merito – anche di mercato e politica che hanno voluto pensionare l’altro modo di rappresentare la realtà: l’analogico.

Difficile dire quale fu la successione della capitolazione. In cima all’elenco figurano probabilmente, in un qualche ordine, le cassette video e quelle audio così come i dischi in vinile. Entrambi sostituiti – in primis – da cd e dvd e – in secundis – dallo streaming via internet. Sconfitta su tutta la linea pure per le radioline: giochi per bimbi e serissimi strumenti per chi voleva tenersi in contatto con i parenti lassù in cascina: un quarto di secolo fa era necessario mettersi d’accordo sull’orario della chiamata, oggi ci pensa il digitalissimo telefonino ad avvisare il padrone quando qualcuno lo cerca.

E mentre il rullino, con le sue 36 foto al massimo, scompariva rapidamente dalle abitudini quotidiane, la tv cedeva al digitale, rendendo pressoché inutili le antenne sui tetti, e il cinema sostituiva la pellicola con gli hard-disk e lo streaming.

A capitolare, l’anno prossimo, saranno pure i telefoni di casa, in attesa che anche l’ultimo bastione dell’analogico venga definitivamente espugnato: con lo spegnimento della radio Fm, la rivoluzione di zero e uno sarà allora completa. E l’analogico rimarrà un ricordo un po’ rétro e un po’ gracchiante da trasformare in moda del momento.