No Billag, il sindacato: 'È una bomba in mano ai cittadini. Se scoppiasse le conseguenze sarebbero drammatiche'

Ticino
5.12.2017, 22:442017-12-05 22:44:17
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No Billag, il sindacato: 'È una bomba in mano ai cittadini. Se scoppiasse le conseguenze sarebbero drammatiche'

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“L'iniziativa è drastica e non consente nessun piano B”. Il piano A è chiaro: qualora l'iniziativa passasse più di 1'200 persone di 42 professioni diverse “perderebbero il posto di lavoro. Questa è la realtà”. È il Sindacato svizzero dei mass media (Ssm) a prendere posizione oggi sul tema al voto il prossimo 4 di marzo: l'iniziativa No Billag, che chiede di abolire il canone. 

 Un'iniziativa che per il sindacato “è una bomba nelle mani di ogni cittadino. Se scoppiasse le conseguenze sarebbero drammatiche”. Sul personale, innanzitutto. “Stiamo parlando di cameramen, giornalisti, animatori, montatori, fonici, videomaker, falegnami, pittori, elettricisti, segretarie, assistenti, centralinisti, autisti, tecnici elettronici, impiegati di commercio: lavoratori e lavoratrici come tutti gli altri che ogni giorno con passione e professionalità contribuiscono ad offrire ai cittadini della Svizzera italiana 3 reti radio e 2 reti TV di qualità”. Personale qualificato che farebbe fatica a trovare un posto alternativo. “Il loro destino sarebbe di andare a pesare gravemente sulle assicurazioni sociali, a carico dell’economia cantonale e per finire dei contribuenti”.

L’iniziativa No Billag – si legge ancora nella nota del Ssm – “non è un modo per 'mettere in riga' la Rsi. Chi la sostiene non fa gli interessi 'della nostra gente'. Vuole semplicemente distruggere un’azienda che contribuisce come poche altre all’economia del Ticino e del Grigioni italiano”.

Esenzione dal canone dei dipendenti SSR: cadrà a fine 2018

In questo scenario si è inserita negli ultimi giorni anche una polemica attorno all'esenzione dal pagamento del canone dei dipendenti della SSR. “È vero, attualmente è ancora così perché è previsto dal Contratto Collettivo di lavoro negoziato con il sindacato nel 2012 – scrive l'Ssm –. Non si trattava però di un privilegio, ma di una parte del salario che veniva versato in forma di 'benefit', come peraltro capitava e capita ancora in diverse aziende. La situazione nel frattempo è cambiata. Quando, nel 2015, è stata votata la revisione della LRTV che prevedeva l'obbligatorietà per tutti di pagare il canone, SSM e SSR hanno firmato un accordo che prevede che con la nuova CCL, che entrerà in vigore in concomitanza con l'introduzione della nuova modalità di riscossione del canone (2019), cadrà l'articolo che prevede l'esenzione dal pagamento del canone per i dipendenti SSR. È dunque una misura già decisa”.