La ricercatrice elvetica Aline Kunz vince il Premio Giovanni Nencioni

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10.9.2017, 14:302017-09-10 14:30:09
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La ricercatrice elvetica Aline Kunz vince il Premio Giovanni Nencioni

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La sesta edizione del Premio Giovanni Nencioni, rivolto ai giovani linguisti che abbiano conseguito un dottorato presso un’università straniera, è stata vinta da Aline Kunz, giovane studiosa elvetica, addottorata presso l’Università di Berna.

La cerimonia di premiazione si terrà domani, lunedì 11 settembre, alle ore 14.30, presso la sede dell’Accademia della Crusca a Firenze, con la partecipazione della ricercatrice svizzera, del presidente dell’Accademia della Crusca Claudio Marazzini e del presidente dell’Associazione Amici dell’Accademia della Crusca, Aureliano Benedetti.

Il Premio Giovanni Nencioni, istituito nel 2012, intende rendere omaggio all’illustre linguista e presidente dell’Accademia dal 1972 al 2000 e sottolineare la sua costante attenzione ai giovani e alla diffusione della lingua italiana e degli studi di linguistica italiana all’estero.

La commissione, composta dagli accademici Paola Manni, Giovanna Frosini e Paolo D’Achille, ha deciso all’unanimità di conferire il premio a Aline Kunz per la tesi "Tra la polvere dei libri e della vita. Il carteggio Jaberg-Scheuermeier (1919-1925)", discussa presso l’Università di Berna il 14 ottobre 2016 (relatori Bruno Moretti e Tullio Telmon).

La tesi di dottorato prende in esame il carteggio Jaberg-Scheuermeier, conservato presso l’Archivio Ais dell’Università di Berna, composto, oltre che da lettere, da cartoline, telegrammi e altri materiali di indubbia rilevanza per ricostruire la genesi dell’Ais "Atlante linguistico ed etnografico dell’Italia e della Svizzera meridionale (Sprach – und Sachatlas Italiens und der Südschweiz)".

L’Ais, pubblicato tra il 1928 e 1940 è una raccolta di carte geografiche dell’Italia e della Svizzera meridionale che presentano parole, concetti o frasi, nelle rispettive forme dialettali, evidenziando le differenze linguistiche tra le varie località. Di questa opera Jaberg fu uno dei direttori e Scheuermeier il principale dei rilevatori dei dati.

La tesi è suddivisa in due parti: nella prima vengono sistematicamente discussi, sempre con puntuali riferimenti ai testi, i temi del carteggio ritenuti più meritevoli di approfondimento (il sistema e i principi di trascrizione adottati per le rilevazioni; la strutturazione e l’utilizzo dei questionari; la discussione sull’estensione delle rilevazioni a tutta l’Italia; i contatti con gli studiosi italiani e le difficoltà di pubblicazione dell’Atlante).

Si affrontano anche alcuni aspetti generali del viaggio di Scheuermeier e si approfondisce il tema del rapporto tra lui e Jaberg. La seconda parte contiene 630 documenti, ampiamente commentati e preceduti da una descrizione del corpus. Completa il lavoro una serie di indici (l’elenco cronologico delle lettere e cartoline, con informazioni sulle stesse; gli indici dei nomi e delle località), per concludere con l’itinerario cronologico di Scheuermeier.

"Il lavoro – si legge nella motivazione del premio – si apprezza per la vastità del materiale raccolto e indagato, per l’impegno profuso nell’edizione e nella traduzione in italiano dei testi originali, per lo scrupolo dell’analisi e per la sensibilità verso gli aspetti linguistici ma anche storico-culturali, antropologici e iconografici dei documenti raccolti. La tesi mette così a disposizione degli studiosi un materiale utile a ricostruire le scelte metodologiche e la prassi che hanno guidato la redazione dell’Atlante Is, che resta tuttora uno strumento fondamentale per l’indagine linguistica dell’area italoromanza".

(ATS)