La pazienza del canguro: ricercato per una delle più grandi evasioni fiscali in Australia, arrestato a Cernobbio. I soldi in Svizzera...

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17.7.2017, 17:252017-07-17 17:25:33
Marco Marelli
Marco Marelli

La pazienza del canguro: ricercato per una delle più grandi evasioni fiscali in Australia, arrestato a Cernobbio. I soldi in Svizzera...

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Se c'è una cosa che gli australiani non accettano è frodare il fisco. Chi lo fa deve sapere che, una volta scoperto, lo aspetta la galera. Mr. Philip Egglishaw, 63enne facoltoso broker inglese, inseguito da oltre dieci anni da un mandato di cattura internazionale dell'Interpool, l'ha scoperto in riva al Lario, passando da una junior suite con vista lago del Grand Hotel Villa d'Este di Cernobbio ad una cella con vista il muro di cinta del Bassone, carcere di Como.

L'arresto risale allo scorso mese di maggio, ma lo si è appreso solo nel fine settimana, dopo che era stato pubblicato con grande rilievo - due intere pagine, con le fotografia dell'esclusivo Villa d'Este, della facciata della Questura lariana e l'ordine di cattura, con l'immagine del broker inglese - dall'edizione australiana di sabato del Daily Telegraph. Grande rilievo su tutti i canali televisivi dello sterminato paese.

Non poteva essere diversamente considerato che l'arresto di Mr. Egglishaw - per gli australiani - rappresenta la soluzione di una delle più grandi evasioni fiscali di tutti i tempi. Una frode fiscale per un centinaio di milioni di dollari australiani, soldi che - secondo l'accusa - sarebbero stati fatti sparire su conti offshore in Svizzera e nel Principato di Monaco, dove in tutti questi anni si è mosso indisturbato.

A Cernobbio, la sera prima dell'arresto, al volante della sua Bentley cabrio, assieme ad una donna, Mr. Egglishaw era arrivato dalla Svizzera. Fra i soldi fatti sparire anche gli incassi milionari di un film di successo internazionale, “Mr. Crocodile Dundee”.

Quando in Questura, controllando i nominativi dei nuovi arrivati a Villa d'Este, si sono accorti che Egglisshaw era ricercato, quattro agenti sono andati ad arrestarlo. Il broker inglese, comparso davanti ad un giudice della Corte d'Appello di Milano, si è opposto all'estradizione, sollecitata da Canberra.

Considerato che i fatti risalgono al periodo compreso fra il 2004 e il 2015, la difesa punta sulla prescrizione, anche perché in Australia non è possibile processare una persona in contumacia. Si è in attesa della decisione della Corte d'Appello milanese. Nel frattempo il facoltoso inglese continua la sua permanenza al Bassone.