Il mostro della Mostra di Venezia: applausi per Guillermo Del Toro

Spettacoli
31.8.2017, 15:012017-08-31 15:01:51
@laRegione
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Il mostro della Mostra di Venezia: applausi per Guillermo Del Toro

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Applausi su applausi, quasi un trionfo per The Shape Of Water che conferma Guillermo Del Toro come il principe dei visionari cinematografici. Impossibile descrivere un film dove anche la spazzola da scarpe racconta una storia illuminante, un film dove lo spettatore deve rinunciare per due ore a sentirsi protagonista per lasciarsi trasportare da una travolgente onda che urla cinema e grande spettacolo.

Ambientato negli anni della guerra fredda, siamo nel 1963, in una città che ospita un segretissimo laboratorio militare del governo Usa, la giovane Elisa (una magnifica Sally Hawkins) vive da sola con gentile vivacità nonostante sia muta. Abita in un grande appartamento, sopra un grande cinematografo, il suo vicino è Giles (un bravo Richard Jenkins), un pittore pubblicitario ormai senza lavoro, i tempi sono cambiati per lui, la pubblicità va verso la fotografia, nelle case c’è la tv in bianco e nero. Lei fa le pulizie proprio nel laboratorio segreto dove scortato da un cattivo e arrivista agente federale (Michael Shannon) arriva un mostro marino (Doug Jones), un dio pagano catturato nella foresta amazzonica su cui ha messo gli occhi anche in controspionaggio russo, grazie alle informazioni di una spia, uno scienziato del centro che vuole salvare il mostro. Un mostro che Elisa impara ad amare: entrambi appartengono a un mondo di diversi. I generali americani decidono di uccidere il mostro e analizzarlo, i russi di farlo saltare perché il nemico non abbia conoscenze in più. Elisa decisa a salvare il mostro prova a farlo fuggire trovando l’aiuto del pittore, dello scienziato spia e dell’unica amica che ha al lavoro.

Poi trionfa una love story dolcissima e impossibile che solo il feroce agente non vuol far realizzare. Ma è una fiaba e le fiabe finiscono tutte bene, ma qual è il bene? Qui è l’amore che trionfa sulla vita, sulla quotidianità, sulla Storia. E siamo grati a Guillermo Del Toro per averci fatto sognare con un film che è gioia del Cinema.