Fronte compatto a difesa del Golf

Bellinzonese
1.7.2016, 16:492016-07-01 16:49:00
Marino Molinaro @laRegione
Marino Molinaro @laRegione

Fronte compatto a difesa del Golf

Allegati

Bellinzona, Gorduno, Gnosca, Ente regionale sviluppo e Organizzazione turistica: tutti contro la scheda V12

Non piace l’esclusione, voluta dal Dipartimento del territorio, della vasta area ludica nel verde pianificata a nord della capitale

Il Cantone non escluda dal Piano direttore (Pd) la possibilità di realizzare il previsto Golf di valenza regionale e cantonale in territorio di Gorduno e Gnosca quale elemento attrattivo per la nuova Bellinzona aggregata e porta del Ticino grazie ad AlpTransit. Golf peralto già ancorato al Programma d’agglomerato come elemento del ‘parco urbano attrezzato d’interesse regionale’ approvato da Consiglio di Stato e Confederazione. A scriverlo, in alcune prese di posizione comuni, sono da una parte i Municipi dei due enti locali e dall’altra i vertici dell’Ente regionale sviluppo e dell’Organizzazione turistica regionale; cui si aggiunge, in solitaria, l’esecutivo cittadino. Al centro delle critiche e della richiesta c’è la nuova scheda V12 del Pd – dedicata alle infrastrutture per svago, turismo e sport ­– posta in consultazione dal Dipartimento del territorio (Dt) e di cui si chiede ora una modifica. Scheda da cui risulta esclusa l’ipotesi di Gorduno-Gnosca per tre motivi: primo, non vi sarebbe più, rispetto agli anni 80 e 90, la necessità di nuovi Golf in Ticino dopo quelli già realizzati di Ascona, Losone e Magliaso; secondo, i golfisti ticinesi o i turisti potrebbero facilmente far capo agli esistenti impianti d’Oltralpe o del Nord Italia; terzo, vi sarebbe un contrasto col previgente azzonamento agricolo. Il Municipio di Bellinzona non condivide tale impostazione auspicando una “corretta e omogenea ridistribuzione di tali attività, a maggior ragione se si pensa allo sviluppo turistico, ma non solo, che la nostra regione confida di ottenere con l’avvento di AlpTransit e di altri progetti, quale la rivitalizzazione dei castelli”. Alle prese da svariati anni con un lungo e complesso iter pianificatorio volto a inserire nel comparto condiviso l’area per lo svago e i nuovi pozzi di captazione per l’acquedotto regionale, i Municipi di Gorduno e Gnosca affermando di crederci ancora e sottolineano che “dalle nostre indicazioni, a differenza di quelle erronee del Dt, sussiste tutt’ora l’interesse di due promotori privati disposti a investire di tasca loro in un Golf nella nostra campagna”. Quanto alla compatibilità con l’agricoltura, Gnosca e Gorduno ricordano che è in gran parte data sulla base delle sentenze emesse dai tribunali sul caso di Monteggio-Sessa; a loro avviso insomma quella del Dt è una “lettura parziale del quadro legale e politico” basata su “presupposti errati”, una lettura “restrittiva rispetto a quella di altri Cantoni” che hanno concesso la realizzazione di decine di nuovi Golf trovando il giusto equilibrio con l’agricoltura. Una lettura che secondo Ente sviluppo e Otr andrebbe completata coinvolgendo il Dipartimento finanze ed economia da cui dipendono turismo e promovimento economico.


APPALTI

Valascia, lo scavo parla ticinese
Il consorzio formato dall’impresa di costruzioni Pervangher di Airolo e dalla ditta di demolizioni e riciclaggio G ecorecycling Sa di Giubiasco si è aggiudicato l’esecuzione dei lavori preliminari della nuova Valascia sulla Piana di Ambrì. Le due ditte hanno ricevuto la comunicazione di delibera dalla committente Valascia Immobiliare Sa che le ha preferite a una decina di concorrenti, tutti svizzeri e una parte d’Oltralpe. La Pervangher eseguirà il grande scavo e tratterà il materiale nel proprio impianto di vagliatura, frantumazione e lavaggio per rimettere a disposizione il maggior quantitativo di materiale riciclato per la produzione di beton e sottofondi. La G ecorecycling demolirà e riciclerà a norma di legge il vicino Hangar 6: caratterizzato da una copertura in lastre di eternit, nel corso degli anni è divenuto il fulcro di numerosi eventi pubblici organizzati ad Ambrì e rivivrà nel nuovo stadio grazie a un’apposita ampia area coperta. Il doppio cantiere avrebbe dovuto cominciare in maggio o giugno, ma slitterà all’estate/autunno per due motivi: da una parte il ricorso (risolto) contro l’appalto per la progettazione tecnico/idraulica; dall’altra la variante di domanda di costruzione (attualmente in pubblicazione) per la modifica di alcune parti dello stadio.