Era tutto un altro clima

laRegione 25 anni
11.9.2017, 09:272017-09-11 09:27:08
Generoso Chiaradonna @laRegione
Generoso Chiaradonna @laRegione

Era tutto un altro clima

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Chi ha avuto la ventura di fare un lungo viaggio in auto questa estate e rimanere incolonnato per ore sotto il sole di agosto avrà avuto modo di chiedersi: “Ma come facevano i nostri genitori a guidare auto senza climatizzatore?”, quell’accessorio ormai di serie su tutte le automobili, anche le utilitarie più modeste.

Non era così 25 anni fa quando solo i modelli di fascia più elevata sfoggiavano questo optional comodo ma costoso. Era una sorta di status symbol, tanto chi lo aveva non lo chiamava ‘condizionatore’, ma ‘clima’. Quest’auto ha il clima, si diceva con un certo orgoglio per sottolineare che non si dovevano sudare le proverbiali sette camicie nel caso ci si mettesse in viaggio alle due del pomeriggio di un’estate torrida e afosa. In pratica oltre che freschi, i pochi fortunati con il condizionatore, erano liberi di partire a qualunque ora della giornata, suscitando l’invidia dei tanti che erano costretti ad artifici fantozziani per non rischiare colpi di calore e disidratazione incombente.

Personalmente, ricordo levatacce antelucane imposte da mio padre a figli e moglie perché – così affermava – avremmo fatto la maggior parte dei quasi mille chilometri del nostro viaggio estivo al fresco. Ogni anno, verso mezzogiorno ci ritrovavamo puntualmente fermi sull’Autostrada del sole tra Barberino e Roncobilaccio con finestrini aperti e quell’aria sbattuta di chi aveva dormito poco e male e che aveva già esaurito le scorte d’acqua. Anzi, quella poca rimasta era calda e praticamente imbevibile. Mio padre non era stato l’unico ad avere avuto l’idea di alzarsi nel cuore della notte. Migliaia di altri ‘vacanzieri’ agostani, con auto senza ‘clima’ si davano appuntamento proprio lì, poco prima di Firenze, tra Barberino e Roncobilaccio.

Qualche decennio dopo la scena si ripete. Alla guida, uno degli ex bambini assonnati degli anni 70 che ha imposto a sua volta alla propria famigliola orari da minatori e che si ritrova fermo in colonna, poco prima di Firenze, tra Barberino e Roncobilaccio. Con una differenza: freschi e idratati grazie al condizionatore diventato nel frattempo un accessorio democratico e popolare.